Dopo la mostra “Vì Fluo” del 2018, la sperimentazione della luce colorata sui colori fluorescenti continua nella serie DejaVì, la cui genesi trae ispirazione dal rapporto tra l’uomo e la sua necessità del culto dei defunti. Infatti, l’impianto scenografico utilizzato per queste opere riprende l’impostazione del ritratto funebre di stampo liberty, ma stravolgendone il timbro consueto nella cultura occidentale grazie all’utilizzo di un fondo arancione fluorescente e alla complessa gamma cromatica e di trasparenze. Un po’ come nella giornata dei morti in Messico, i colori inusuali e la suggestione dell’installazione con le luci colorate ricordano che la morte è parte della bellezza della natura. Queste opere passano dalla prima lettura a luce naturale a quella con la luce nera, per poi approfondirsi nella loro tridimensionalità con l’utilizzo degli occhiali “ChromaDepth”. Questi diversi passaggi creano un’alterazione della visione delle opere generando una dinamica molto simile ad un déjà-vu, o meglio… DejaVì

























